La Terra del Sole - Wandelle
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La Terra del Sole

‘’Siamo la terra del sole, non la terra dei fuochi’’ così canta il rapper Rocco Hunt nella sua ‘’Nu juorno buono’’e con questa frase non poteva descrivere meglio quella Terra. Un fatto mi ha sempre stupito: chiunque dopo aver visitato quei luoghi, tornando a casa, raccontava il proprio viaggio con entusiasmo, stupore, meraviglia. Ora ho finalmente capito il perché.

L’ho capito grazie ad un viaggio. Un viaggio nello spazio e ‘’nel tempo’’.   Non ci crederete mai, ma sono partita da prima del 79 d.C. tra le rovine di Ercolano e Pompei.  Perché prima del 79 d.C.? Beh perché come voi sapete ( se non lo sapete ve lo dico ora io) dopo aver subito un terribile terremoto del 62 d.C., quella zona fu completamente inghiottita dalla lava vesuviana nel 79. Prima fu distrutta e ricoperta Pompei da cenere e lapilli ed in seguito la città di Ercolano,quartiere suburbano di Pompei.  Solamente nel 1700 grazie ai Borbone, questi tesori nascosti iniziano a vedere la luce. Tra le vie di Ercolano possiamo notare come il’’fast food’’ non sia proprio una nostra invenzione ma c’è chi ci ha preceduto diciamo ‘’ di qualche anno’’. Tra gli affreschi che si possono ancora ammirare viene raffigurato molto spesso Ercole, proprio perché si pensa sia stato lui a dare vita alla città.

Si continua verso le domus e le ricchezze di inestimabile valore della città di Pompei.  E’ stata la prima volta per me al complesso archeologico. Avevo visto ovviamente qualche foto e video prima di allora e magari provavo ad immaginare come sarebbe stato.  Ma non si può immaginare, non si può vedere in foto, bisogna vederlo! Camminare tra le ville,  sulla strada che percorrevano i pompeiani,  passeggiare nel foro, ‘’entrare’’ nel tempio dedicato ad Apollo.  Molto spesso pensiamo che ciò che abbiamo oggi sia tutta una nostra invenzione e che i nostri antenati ci abbiano lasciato poco , ma non è cosi. Ci hanno preceduto, addirittura, in quelle che chiamiamo comunemente ‘’case chiuse’’. Le lupanare che erano degli ‘’appartamenti’ dove i pompeiani incontravano le prostitute. Il termine lupanare deriva dalla lupa che quando è in calore ulula, esattamente ciò che facevano le schiave poiché, essendo analfabete, per ‘’richiamare’’ a se i clienti ululavano o meglio fischiavano.  Anche l’anticoncezionale è un’ invenzione che ha più di duemila anni. Per gli uomini si usavano le budella di pecora e per le donne, una specie di spirale con peli di pecora.  In questo sicuramente ci siamo evoluti!

Facendo un passo in avanti, di circa 1300 anni, arriviamo a Cava de Tirreni, all’Abbazia della Santissima Trinità’’, suggestiva poiché costruita nella roccia. Durante i secoli della sua storia, l’abbazia si è arricchita di molte opere d’arte di epoche diverse: edifici, affreschi, mosaici, sarcofagi, sculture, quadri, codici miniati e oggetti preziosi.  Spostandoci di qualche chilometro, ma con un grande salto avanti nel tempo, nella chiesa di San Francesco si può visitare lo spettacolare ‘’presepe Napoletano’’ .

Andando ancora un po’ avanti, troviamo qualcosa di inestimabile valore per qualsiasi napoletano: il tesoro di San Gennaro. Tra il 1526 e il 1527, quando Napoli era afflitta da vari problemi  il popolo decise di fare un voto a San Gennaro: se il Santo li avesse protetti, i napoletani gli avrebbero eretto una nuova e più ampia Cappella all’interno del Duomo della Madonna dell’ Assunta. Decisero  addirittura di chiamare un notaio a redigere un vero e proprio contratto con San Gennaro! Ovviamente il Santo non poté firmare essendo morto da molto, ma il popolo mantenne fede al contratto, decidendo di costruire la Cappella del Tesoro, il leggendario Tesoro di San Gennaro, il santo cattolico più famoso e conosciuto nel mondoSettanta opere di inestimabile valore, donazioni di papi, imperatori, re, uomini illustri e persone comuni. Ma perché è cosi famoso ed importante per la città di Napoli?  Le testimonianze dell’epoca riportano che il Santo si stava recando a Miseno quando fu bloccato lungo la strada e catturato perché cristiano. In prigione, rifiutandosi di sconfessare la sua fede, venne condannato a morte. San Gennaro in un primo momento doveva essere torturato dalle belve dell’Anfiteatro Flavio; successivamente invece la pena fu modificata e il Santo venne decapitato presso la Solfatara, un vulcano vicino a Pozzuoli. La tradizione racconta che la motivazione principale del cambiamento di condanna fu un miracolo: grazie ad una benedizione del Santo le fiere dell’Anfiteatro si inchinarono a lui, rifiutandosi di toccarlo. Nel momento del martirio, dopo l’esecuzione, vennero riempite due ampolle con il sangue di San Gennaro, reliquie che rimarranno per sempre legati all’iconografia del Santo.

Fu sepolto probabilmente ad Agnano e, nel V secolo, i suoi resti vennero spostati sulla collina di Capodimonte. Si narra che durante la traslazione, avvenne per la prima volta il miracolo della liquefazione del sangue. La prima testimonianza storicamente attestata del miracolo risale invece al 1389. Da quell’anno ogni anni avviene il miracolo, o meglio prodigio, ed è così importante per la città di Napoli perché si crede sia premonitore. Infatti  gli unici due anni in cui non si sciolse furono  il 1980 ( il terremoto) e 1942 ( la guerra).  Il Tesoro è uno tra i più importanti al mondo. La Cappella non ha nulla a che fare con la chiesa cattolica, ma appartiene al popolo di Napoli. La Mitra, composto da 3694 rubini, smeraldi e diamanti,  si pensa superi addirittura il valore della corona della regina Elisabetta d’Inghilterra.

Facciamo un salto in avanti,  passando al 1700 circa, ci spostiamo nella famosa Reggia di Capodimonte, palazzo reale e residenza storica dei Borbone di Napoli, dove è presente la collezione Farnese.  Collezione che ospita quadri di artisti dal calibro di Tiziano, Michelangelo,  Raffaello, Masaccio, Annibale Carracci e tanti altri. Nella reggia si possono ammirare il Salottino di Porcellana, la Sala da ballo, la Camera da letto di Francesco I e Maria Isabella, la sala da pranzo, il cofanetto Farnese e via dicendo. Insomma un tesoro inestimabile.

Ma ora passiamo ai nostri giorni e ad una delle città più belle che abbia mai visto: Napoli.

Napoli è.. la gente che cammina sorridendo e cantando per le sue vie canzoni rigorosamente napoletane.E’.. il suo ‘’Struscio Napoletano’’,  tipica passeggiata Napoletana dalla villa Comunale al borgo di Santa Lucia passando davanti a Castel dell’Ovo. Dal Castello si può ammirare un bellissimo tramonto guardando verso  Posillipo o  verso il Vesuvio. Continuando verso la famosa piazza del Plebiscito, si passa poi la Galleria Umberto I ( uguale a quella di Milano, ma con un piano in più e più lunga), dove è consigliabile fermarsi un attimo per  assaggiare una tipica sfogliatella napoletana. Dopo si continua visitando i quartieri spagnoli, via Toledo per arrivare alla famosissima Spaccanapoli, la via che divide letteralmente la città in due.  E come si può andare a Napoli e non assaggiare la tipica Pizza Napoletana ( da quest’anno Patrimonio immateriale dell’umanità)? JAMM JA!!!

Napoli , da Nea Polis (nuova città) è.. la sua storia, la sua cultura, la sua musica, l’arte, ma soprattutto (per un buon palato come me) il CIBO.  E’.. il suo caffè, rigorosamente in tazzina bollente , la sfogliatella ( riccia o frolla), la pastiera napoletana, gli struffoli, la pizza, il babà, le polpette di melanzane, la mozzarella in carrozza, il, brodo di polpo ( in antichità i ricchi avevano il privilegio di poter mangiare anche un pezzo di polpo, mente i poveri potevano solo bere il brodo), la pasta con le patate, il ragù napoletano e taaaanto, tanto, tanto altro ancora.

Starei a parlare di queste città, di questi luoghi per ore, ma non vorrei arrivare ad annoiarvi quindi mi fermo qui. Un consiglio però voglio darvelo. ANDATE! Andate e visitate più che potete, respirate l’aria, parlate con le persone del posto,  fatevi coccolare! Un ultimo consiglio: andate per capodanno. E se riuscite, vedete i fuochi d’artificio dall’alto, e in particolare da Castellammare di Stabbia: uno SPETTACOLO UNICO!

9 Comments
  • Paola
    Posted at 12:01h, 12 gennaio Rispondi

    Devo fare assolutamente un giro al sud e il tuo post mi ha dato un sacco di spunti utili

  • Giulia
    Posted at 15:07h, 12 gennaio Rispondi

    Quanto amo Napoli! L’anno scorso ho avuto modo di visitare anche Pompei, davvero emozionante camminare su così tanti millenni di storia. Bel post!

  • Ilaria
    Posted at 16:05h, 12 gennaio Rispondi

    Che meraviglia la nostra Italia! 🙂
    Ho una voglia incredibile di tornare da quelle parti…chissà, magari quest’anno riesco a organizzare un week end a Napoli! 🙂

  • Deianira
    Posted at 17:51h, 12 gennaio Rispondi

    “La metà sinistra del mio cuore è napoletana” così dice mia mamma. E allora un quarto del mio anche. Sarà per questo che amo il sud, lo sento nelle vene e ho sempre voglia di visitarlo. Pompei mi manca, ma è sulla mia lista. Grazie degli spunti!

  • maria millarte
    Posted at 20:26h, 12 gennaio Rispondi

    Con me sfondi una porta aperta per Napoli e soprattutto per i napoletani, Li adoro, A proposito nella galleria per assaggiare la sfogliatella o il babà andate da Mary

  • Stefania Ciocconi
    Posted at 21:21h, 12 gennaio Rispondi

    Mi è piaciuta tantissimo è tra le città italiane più belle, almeno tra quelle che ho visitato, e vorrei tornarci perché non ho avuto tempo di girarla come avrei voluto.

  • drinkfromlife
    Posted at 21:46h, 12 gennaio Rispondi

    Amo Napoli! Mi piace l’effervescenza che si respira nell’aria, il caos colorato. Mi ricorda l’amata India ma in chiave italica 🙂
    Pompei mi manca, devo rimediare.

  • Stefania - Prossima Fermata Giappone
    Posted at 14:52h, 13 gennaio Rispondi

    Non sono mai stata a Napoli o Pompei ma mi hai fatto un sacco venire voglia di andarci, il nostro Paese è sempre una meraviglia e un po’ mi mancano i suoi angolini meravigliosi !! 🙂

  • Cassandra - Viaggiando A Testa Alta
    Posted at 16:16h, 23 febbraio Rispondi

    Sono stata a Pompei con i miei genitori un po’ di anni fa. Un posto ricco di storia che fa riflettere!

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